L'European Quantum Communication Infrastructure (EuroQCI) è il progetto più ambizioso dell'UE nel campo della comunicazione quantistica. Firmato da tutti i 27 stati membri, punta a costruire una rete paneuropea per comunicazioni sicure basate sulla fisica quantistica, con due componenti: terrestre (fibra ottica) e spaziale (satelliti). L'obiettivo è la sovranità tecnologica europea nelle comunicazioni sicure.
La struttura del progetto
EuroQCI ha due componenti complementari. La componente terrestre usa fibra ottica per connessioni metropolitane e nazionali, con reti pilota già attive in diversi paesi dal 2024-2026. La componente spaziale, integrata nel programma IRIS² di connettività satellitare, permetterà collegamenti intercontinentali e coprirà le distanze dove la fibra non arriva.
La timeline
2019: dichiarazione firmata da tutti gli stati membri. 2024-2026: reti pilota nazionali su fibra ottica. 2027-2028: lancio della componente spaziale (satelliti IRIS²). 2030: rete paneuropea operativa. L'obiettivo iniziale sono le comunicazioni governative e le infrastrutture critiche (energia, trasporti, sanità).
Il ruolo dell'Italia
L'Italia partecipa attivamente a EuroQCI con ASI (Agenzia Spaziale Italiana), CNR, Politecnico di Milano e INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica). Il contributo italiano copre sia la componente terrestre — con reti pilota su fibra — sia quella spaziale, sfruttando le competenze dell'ASI nelle comunicazioni satellitari.
Obiettivo strategico: sovranità tecnologica
EuroQCI non è solo un progetto tecnologico: è una scelta di politica industriale. L'Europa ha già perso terreno su semiconduttori, cloud e AI. Nella comunicazione quantistica, la Cina è in vantaggio con reti operative da anni. EuroQCI è la risposta europea per garantire che le comunicazioni più sensibili del continente non dipendano da tecnologie extra-europee.


