Dal 2020 IBM pubblica e aggiorna ogni anno una roadmap pubblica per lo sviluppo dei computer quantistici, ponendosi obiettivi sempre più sfidanti e raggiungendoli anno dopo anno. È un caso quasi unico nel settore: un piano dichiarato, verificabile e mantenuto, che permette a clienti, sviluppatori e investitori di misurare i progressi reali. In questo approfondimento ricostruiamo i pilastri di quella strategia — l'hardware a superconduttori, gli strumenti software, l'obiettivo del fault-tolerance e la visione del supercalcolo incentrato sulla tecnologia quantistica.
L'approccio aperto come scelta strategica
Nel 2016 IBM ha reso disponibile online il primo chip quantistico accessibile via cloud e nel 2017 ha rilasciato Qiskit in modalità open-source. La scelta di dare accesso gratuito alla tecnologia — ancora oggi 10 minuti al mese per utente, oltre all'accesso premium — ha garantito la formazione di una nuova generazione di professionisti e ha reso Qiskit lo standard di fatto della programmazione quantistica.
Hardware a superconduttori: scalabilità, qualità, velocità
La divisione di ricerca IBM sviluppa processori a superconduttori progettati per garantire contemporaneamente scalabilità, qualità e rapidità di esecuzione. Con oltre 90 sistemi implementati e più di 15 accessibili via cloud, il processore più recente è IBM Nighthawk (fine 2025): 120 qubit e circuiti fino al 30% più complessi rispetto al predecessore.
L'obiettivo del fault-tolerance: IBM Starling (2029)
Il prossimo grande traguardo è il quantum computer fault-tolerant, progettato per funzionare correttamente anche in presenza di errori. Con centinaia o migliaia di qubit logici in grado di eseguire da centinaia di milioni a miliardi di operazioni, potrà accelerare i tempi e ridurre i costi nello sviluppo di farmaci, nella scoperta di materiali, nella chimica e nell'ottimizzazione. Il primo sistema di questo tipo sarà IBM Starling, previsto per il 2029.
Software: Qiskit e l'integrazione ibrida
Secondo una survey della Unitary Foundation di fine 2025, Qiskit era usato dal 69% degli sviluppatori quantistici e permette di eseguire circuiti su oltre 10 piattaforme hardware diverse. IBM sta inoltre sviluppando componenti software per lo sviluppo di algoritmi, la gestione degli errori e l'integrazione tra CPU, GPU e processori quantistici.
Il futuro: quantum-centric supercomputing
IBM ha presentato la prima architettura di riferimento per il quantum-centric supercomputing, che integra strettamente QPU, CPU e GPU. All'inizio del 2026, insieme a Cleveland Clinic e RIKEN, ha simulato un complesso proteico da 12.635 atomi — la più grande simulazione di molecole biologicamente significative mai realizzata con hardware quantistico — grazie a un algoritmo che ottimizza la collaborazione tra calcolo quantistico e classico.
Verso un internet quantistico
Guardando agli anni '30, IBM e Cisco hanno annunciato l'intenzione di collaborare alla definizione delle basi per il quantum computing fault-tolerant distribuito in rete: collegare tra loro singoli computer quantistici di grandi dimensioni per lavorare su elaborazioni che coinvolgono centinaia di migliaia di qubit, gettando le fondamenta di un possibile internet quantistico.


