Lavorare nel quantum: i numeri, i ruoli, la formazione — e il team minimo per un'azienda
La puntata 28 in forma di guida: quanti posti apre il settore e dove, che cosa chiedono davvero gli annunci (un dottorato in uno su tre), dove ci si forma in Europa e in Italia, il percorso di reskilling per un informatico, la crittografia post-quantum come primo lavoro quantum, e come un'azienda sceglie fra build, buy e partner. Ogni numero con la sua fonte e la sua data.
Intorno al quantum circola una leggenda: che servano fisici con il dottorato, che siano introvabili, e che quindi un'azienda normale non possa fare nulla. Gli annunci di lavoro dicono il contrario. Questo approfondimento mette in fila i dati del rapporto 2026 del QED-C, gli studi che hanno letto migliaia di annunci, i documenti delle strategie europea e italiana, i filing delle società quotate e le roadmap sulla crittografia post-quantum — con una regola: le cifre sul "talent gap" che circolano vanno datate e attribuite, perché molte sono stime del 2022 o proiezioni di terzi presentate come dati.
Il mercato in numeri: 16.482 addetti, 8.261 posizioni, l'Italia a 61
Secondo il rapporto State of the Global Quantum Industry 2026 del QED-C, le aziende che fanno solo quantum impiegavano a fine 2025 16.482 persone nel mondo (+14%) e hanno aperto 8.261 posizioni, il massimo di sempre; le sole offerte di lavoro, senza gli stage, sono passate da 4.665 nel 2021 a 7.535. L'Europa ha più addetti quantum degli Stati Uniti — 6.420 contro 4.401 — perché Germania, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi e Finlandia hanno ciascuno fra gli 870 e i 1.800 addetti. L'Italia ne ha 119 e ha aperto 61 posizioni nel 2025, in calo di 21; la Germania 699, il Regno Unito 541, la Francia 456, la Spagna 325. Le singole aziende danno il ritmo: IonQ è passata in un anno da 407 a 1.132 dipendenti, in gran parte per acquisizioni; Quantinuum ne ha circa 700, quattro su dieci con il dottorato; Alice & Bob ne ha assunti cento in sette mesi. Il baricentro degli annunci si sposta: ricerca all'8,7%, ingegneria a un terzo, poi operations, sviluppo commerciale e vendite. A settembre 2026 i nuovi annunci sono cresciuti del 24,9% sul mese, con un trend annuo del +4,5%: una ripresa, non un boom.
Che cosa chiedono gli annunci: un dottorato su tre, il software prima di tutto
Tre studi hanno letto migliaia di annunci e convergono. Il più ampio (EPJ Quantum Technology, 3.641 annunci) trova il dottorato richiesto nel 34% dei casi, una laurea triennale o magistrale sufficiente nel 40%; la fisica compare nella metà degli annunci, il software in un quarto, l'elettronica in un quinto. L'OCSE, sugli annunci americani: triennale come titolo minimo nel 39%, dottorato nel 29%, Python nel 32%. Il Chicago Quantum Exchange: più della metà degli annunci accetta al massimo la triennale, e la quota di dottorati richiesti scende di anno in anno. Una ricerca su 34 aziende del settore lo riassume: "la categoria di gran lunga più frequente è quella dei software engineer". I ruoli: software engineer, ricercatore di algoritmi (qui spesso il dottorato), ingegnere dell'hardware e della criogenia, ingegnere della error correction, controllo ed elettronica, specialista di crittografia post-quantum, product manager. Gli stipendi, solo dove sono misurati: mediana americana 140 mila dollari, Regno Unito 62 mila sterline, Paesi Bassi 57 mila euro; algoritmi ed error correction fra 150 e 250 mila dollari. Per l'Italia non esiste un dato affidabile.
Dove ci si forma: Europa e Italia
La Quantum Europe Strategy (luglio 2025) conta oltre 40 master specializzati e 110 mila laureati l'anno in fisica, informatica e ingegneria, e giudica l'offerta insufficiente, con carenze "più critiche" nel software, nell'integrazione dei sistemi e nella cybersecurity quantistica. Due strumenti: il framework europeo delle competenze quantistiche — otto domini, nove profili professionali, che rende confrontabili i corsi — e la Quantum Skills Academy finanziata nel 2026 dal programma Digital Europe, con enti italiani nel consorzio. In Italia tre lauree magistrali interamente quantum: Politecnico di Torino (Quantum Engineering, dal 2023, primo laureato nel luglio 2025), Federico II di Napoli (Quantum Science and Engineering, dal 2022), Padova (stesso nome, in inglese). Quattro master di secondo livello: Catania con l'istituto nazionale NQSTI (undici diplomati alla prima edizione, stage in STMicroelectronics, Thales Alenia Space, Rigetti), Bari con Leonardo, Lutech ed Exprivia, Torino con l'INRiM sulla comunicazione quantistica, Bologna con il CINECA su calcolo ad alte prestazioni e quantum (terza edizione, iscrizioni fino al 29 ottobre 2026). I dottorati di Napoli e Trento; un dottorato nazionale quantum non esiste. La Strategia nazionale scrive che "i programmi interamente strutturati restano un'eccezione": qualche decina di specialisti l'anno, per un mercato che nel 2025 ha aperto 61 posizioni. Il collo di bottiglia italiano non è la formazione: è la domanda.
Il reskilling: come un informatico entra nel quantum in sei mesi
Gli strumenti sono pubblici e quasi tutti gratuiti, e il percorso ha quattro passi. La base: algebra lineare, non meccanica quantistica — un circuito quantistico è matematica di matrici. Un linguaggio: Qiskit, di IBM, open source e di fatto lo standard (la scuola estiva 2025 ha avuto oltre 8.000 iscritti da 115 Paesi; IBM Quantum Learning offre quindici corsi gratuiti, incluso uno sull'integrazione fra quantum e supercalcolo); in alternativa PennyLane, o CUDA-Q di NVIDIA per chi viene dal calcolo ad alte prestazioni. Una certificazione: l'esame IBM Qiskit Developer, aggiornato a settembre 2025 — 68 domande, 90 minuti, soglia 47, fino a 200 dollari — che in cinque anni hanno superato poco più di 1.300 persone nel mondo: ottomila curiosi in un anno, milletrecento qualificati in cinque. Il lavoro: in una survey del QED-C il 95% delle aziende si aspetta che il resto si impari on the job. E dal 6 ottobre 2026 Qiskit ha binding ufficiali per Fortran, C++ e Julia, i linguaggi dei supercomputer: chi programma un supercalcolatore programma anche il quantum senza cambiare lingua.
Il mestiere quantum che c'è già: la crittografia post-quantum
Non ha bisogno di un computer quantistico: serve prima che arrivi. Gli standard esistono dal 13 agosto 2024 (NIST FIPS 203, 204, 205) e il NIST ha scritto il calendario (IR 8547, bozza di novembre 2024): RSA e curve ellittiche deprecati dopo il 2030, vietati dopo il 2035. La roadmap europea (giugno 2025) chiede a ogni Stato di aver avviato la transizione entro la fine del 2026 e di migrare i sistemi ad alto rischio entro il 2030; per il settore finanziario il G7 indica i sistemi critici entro il 2030-32. Gartner stima una probabilità del 25% che un computer capace di rompere RSA esista entro il 2029 — ma la scadenza regolatoria c'è comunque. Che sia un problema di competenze lo ha scritto il GAO il 7 ottobre 2026: 18 agenzie federali americane su 24 non hanno il personale con le competenze crittografiche necessarie. Il primo progetto quantum di un'azienda è l'inventario crittografico — dove usiamo RSA, in quali sistemi, con quali fornitori — e il piano di migrazione: un lavoro da ingegnere della sicurezza con sei mesi di aggiornamento, pagato negli annunci americani fra 130 e 200 mila dollari.
Build, buy o partner: gli esempi del 2026
Build: JPMorgan, oltre cinquanta specialisti, che nel 2026 torna ad assumere dottorati sulla correzione degli errori (posizioni da vicepresidente bandite fino a 260 mila dollari) e a giugno ha annunciato un data center quantum e AI a Londra. Nello stesso settore, il contrario: Goldman Sachs, secondo Bloomberg, ha smantellato il proprio team dopo aver calcolato che per l'ottimizzazione di portafoglio servirebbero almeno otto milioni di qubit logici. Stessi dati, decisioni opposte, entrambe con i conti fatti. Buy: nessuno — Gartner: "non comprate un computer quantistico, in nessun caso"; si compra tempo-macchina via cloud. Partner: HSBC con IBM, che ha misurato un +34% nel prevedere quali richieste di quotazione sui bond vanno a segno; Crédit Agricole CIB con Pasqal, roadmap al 2028; BMW con Quantinuum, partnership pluriennale; e in Italia Intesa Sanpaolo, che dal 1° ottobre 2026 ha un corso di algoritmi quantistici nella propria accademia interna — bacino oltre 90.000 dipendenti — con esperimenti sulla macchina IQM Emerald via cloud, insieme a Digit'Ed.
Il team minimo: tre persone, nessuna delle quali è un fisico
Le società di consulenza convergono su numeri simili: Deloitte, un centro di competenza parte con tre o quattro persone; Bain, tre-quattro anni per costruire una capacità ma sei-nove mesi per un primo caso d'uso; BCG, il 92% delle venticinque maggiori società finanziarie del mondo investe, e chi spende più di un milione di dollari l'anno ha tre volte la probabilità di produrre proprietà intellettuale propria. Le tre persone: un esperto del dominio, che conosce il problema — il rischio di credito, la logistica, la molecola; un informatico formato, con il percorso di sei mesi, che lavora già in azienda; un partner esterno — un'università, un fornitore cloud, una start-up. E prima di tutto, il responsabile della sicurezza con la lista dei sistemi da migrare entro il 2030. Il computer quantistico più potente del mondo è inutile senza qualcuno che sappia che cosa chiedergli: non servono tutti fisici, servono problem solver che parlano sia classico che quantum.


